UNA CITTÀ METROPOLITANA SOLIDALE
di CARLO COGNETTI
Da una quindicina d'anni sono volontario in una associazione (Arcobaleno OdV) e una rete (Rete Scuole Senza Permesso) che hanno fatto della solidarietà coi migranti la loro ragione d'essere. Sappiamo che nella città metropolitana i residenti regolari di origine straniera sono 460.000 (13,5%) ai quali vanno aggiunti almeno 150.000 "nuovi italiani" e 50.000 "irregolari" privi dei titolo di soggiorno. Sono circa 660.000 persone con background migratorio, cioè il 20% del tutto, percentuale che a Milano città arriva al 29%. Pertanto, si tratta di una realtà macroscopica, portatrice di risorse e fragilità, con la quale un documento programmatico di ampio respiro, come vuole essere la mozione #SenzaConfini, non può evitare di confrontarsi, esplicitandola ed indicando linee politiche che guardino al valore (culturale, economico, demografico), ai diritti, ai bisogni di tali comunità. Sotto questo profilo il documento è insufficiente. Vi si dice giustamente che "un grande sforzo dovrà essere messo in campo per aumentare la partecipazione alla nostra vita di partito ai migranti e a donne e uomini di origine straniera". Ma la premessa alla partecipazione è l'espicito riconoscimento della parità e della cittadinanza, che non può essere lasciato sottinteso. Va dichiarato, soprattutto avendo in mente le centinaia di migliaia di cittadini a tutti gli effetti già partecipi alla vita della città, che vengono da certo immaginario ancora ritenuti "estranei", "alieni", "diversi". Mi auguro che il partito metta queste tematiche fra le sue priorità. Anche in questo campo Milano può diventare - ed in parte lo è già - esempio di città-laboratorio e di innovazione sociale.