Skip to main content

CONTRIBUTI

Costruiamo questo percorso insieme, strada per strada, senza confini.

Come puoi partecipare?
Compila il modulo linkato in home page oppure invia una mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., inserendo le tue proposte, le tue idee ma anche le tue critiche!

Puoi usare lo stesso indirizzo mail per farci delle domande oppure per presentare il tuo contributo durante un'iniziativa pubblica.

Di seguito troverai tutti i contributi che abbiamo ricevuto, in continuo aggiornamento.

Torna a trovarci!

NEL PD METROPOLITANO DI MILANO UN LABORATORIO PER ELABORARE UNA NUOVA VISIONE DI SVILUPPO DELL’AREA URBANA
di Valerio PEDRONI, Giordano GHIONI, Fabio PIZZUL, Gianluca ALFANO, Natascia TOSONI, Lorenzo RADICE, Giacinta CORIALE, Marina COPPO, Alberto FEDELI, Federico FERRI, Angelo INZOLI

Il partito metropolitano di Milano dovrà essere in grado di definire una nuova visione di sviluppo economico dell’area urbana e periurbana.

Lo slogan della Milano che “cresce ed aiuta” va superato perché se protratto nel tempo creerebbe una frattura tra la parte di città che riesce a sostenere i ritmi e i costi di un’economia dei consumi e dei centri direzionali, e l’altra parte di chi rimane indietro o peggio ancora è “scartato” ed ha bisogno di misure di welfare sempre più pervasive e croniche. Questo modello ha come ulteriore effetto quello di separare sempre di più l’area cittadina “polifunzionale” e attrattiva da quella “provinciale” o metropolitana, che ha valore solo nel suo gravitare intorno a Milano, magari prendendosene “gli scarti”.

Il PD metropolitano dovrà essere un laboratorio che possa lavorare su una proposta diversa ispirata al paradigma dell’economia civile. Questa definizione fa riferimento ad una tradizione dell’illuminismo italiano, in antagonismo a quella del liberalismo anglosassone, che è stata recentemente attualizzata da economisti di primo piano in Italia e in Europa. Non è un caso che la stessa Commissione Europea ne abbia fatto un pillar con l’approvazione nel dicembre del 2021 dell’action plan sulla social economy.

Dentro il contenitore dell’economia civile l’impatto sociale ed ambientale viene considerato un asset strategico a cui ancorare la crescita della città nel contrasto alle diseguaglianze. Dentro questo paradigma trovano casa i temi dell’economia circolare, della cooperazione sociale, della community economy, dell’imprenditoria civile e della responsabilità sociale d’impresa, della cittadinanza attiva della sussidiarietà circolare, delle corporate for benefit e dell’abitare collaborativo, della finanza etica e dell’amministrazione condivisa con il terzo settore, del partneriato pubblico privato per obiettivi di interesse generale e altro ancora. Sono alcuni temi chiave che disegnano un modello di casa comune che dia spazio all’inclusione, alla biodiversità sociale e allo sviluppo sostenibile.

Il PD metropolitano dovrà approfondire queste tematiche per capire come l’ente locale possa concretamente coltivare e far attecchire questo paradigma affinché non rappresenti solo una riserva indiana da proteggere, ma si candidi a diventare il sistema maggioritario su cui ancorare la crescita della conurbazione milanese; e capire quali strumenti amministrativi possano concorrere a dare forza e impulso al suo sviluppo, quale governance pubblica possa mettere in rete le buone esperienze esistenti e farne nascere di nuove nella capacità di costruire rapporti di giustizia.

Sarà importante che un gruppo di lavoro dentro il partito possa relazionarsi con il mondo accademico, studiare il contesto nazionale e internazionale e cogliere i luoghi in cui stanno nascendo e si stanno consolidando esperienze interessanti entro questo paradigma, così da farle incontrare alle sensibilità locali e generare proposte concrete per la città.

Dare una casa dentro il partito a questa visione di sviluppo potrà essere anche un modo perché chi nella città sta già lavorando in questa direzione possa avvicinarsi al partito e riconoscere una propria appartenenza politica da far fruttare. E, inoltre, potrà costituire un tema di lavoro e partecipazione anche dei circoli nella costruzione di una conoscenza del territorio e nella possibilità di misurare gli effetti anche a livello locale (quartieri/municipi/aree metropolitane omogenee).

Per questo motivo riteniamo opportuno che questo lavoro di approfondimento ed elaborazione politica possa avvenire nel PD metropolitano facendo nascere un dipartimento appositamente dedicato.