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CITTÀ METROPOLITANA DI MILANO E AGRICOLTURA
di PAOLO COVA

La città Metropolitana di Milano è tra le prime province italiane per quanto riguarda la produzione agricola e zootecnica. E’ il secondo comune italiano con più terreni agricoli d’Italia, nella nostra area metropolitana, infatti, possiamo vantare la presenza di eccellenze agricole:

- come il riso (carnaroli classico, volano, Roma, arborio)
- il vino di eccellenza delle Colline di San Colombano
- le produzioni zootecniche come latte, carne, suini e ovini.

Il nostro territorio metropolitano si presta, inoltre, a diverse produzioni, quali ad esempio quelle degli ortaggi, sia per la conformazione dei terreni sia per la presenza di abbondante acqua.

Da non trascurare, infine, l’aspetto legato al turismo e ai diversi cammini, pedonali o ciclabili, che lo attraversano.

In questi ultimi anni si è assistito ad una continua contrazione della Superfice Agricola Utilizzata (SAU) che riducendo il terreno agricolo sta comportando una eccessiva penalizzazione della produzione primaria con conseguenze nella produzione di cibo e alimenti.

La riduzione della superficie agricola ha, anche, una ricaduta in termini ambientali per la riduzione di colture che contribuiscono ad assorbire la CO2 e di conservazione della falda acquifera, dei tantissimi fontanili che sono una tipicità dei nostri territori e hanno consentito di irrigare per secoli le nostre campagne.

Uno dei più grossi bacini di raccolta di acqua, oltre ai laghi, è rappresentato dal sottosuolo, che raccoglie le precipitazioni invernali e consente di restituirle:

. ai cittadini come acqua potabile

. all’agricoltura con acqua di seconda falda con i fontanili.

Una particolare attenzione per l’agricoltura deve essere posta sulla gestione delle acque nere. Vengono utilizzate per irrigare e, in questo senso, importantissimo è il ruolo di filtro che l’uso agricolo di queste acque porta con sé. Tutto ciò comporta, da parte delle amministrazioni, una maggiore attenzione rispetto alla riduzione di inquinanti in esse contenuti.

L’acqua verde piovana arriva sempre di più con forti, intense precipitazioni e in tempo breve. Spesso svolgono anche una azione di lavaggio delle strade, dei fabbricati e ciò comporta un inquinamento delle acque che finiscono nei grandi fiumi e nel mare se non venissero filtrate prima in campagna. Le ipotesi di questi anni di creare bacini di stoccaggio per contrastare la siccità estiva dovrebbero prevedere una depurazione di queste acque.

La pianura padana, e in particolare il nostro territorio metropolitano, ha una vocazione agricola alla produzione di riso e di foraggi per la zootecnia dedita alla produzione lattiero- casearia.

La creazione delle marcite, da parte dei frati cistercensi, è volta a conservare, mantenere e valorizzare una produzione milanese delle vacche da latte e, grazie alla creazione di un reticolo di acque, la produzione di varietà di riso unici nel mondo.

Questa forma di biodiversità va preservata garantendo un'adeguata consistenza della superficie utile.

Le aziende agricole del Parco Agricolo Sud Milano hanno una consistenza di circa 41 ettari, una dimensione molto piccola che rende faticosa la sopravvivenza di queste aziende e la loro competitività con altre realtà europee e internazionali.

Ridurre la superficie agricola metropolitana metterà sempre più in crisi la biodiversità delle nostre produzioni. La PAC ha ridotto in modo consistente i finanziamenti del primo pilastro aggravando così la capacità di garantire un reddito agli agricoltori.

Un ruolo importante lo giocano anche gli Enti Pubblici (es. Fondazione Cà Grande e Pio Albergo Trivulzio) proprietari di quasi la metà dei terreni agricoli e delle aziende agricole del nostro territorio. Il rincorrere gli aumenti degli affitti ha penalizzato e sta penalizzando gli agricoltori causando sempre di più un abbandono dell’agricoltura a favore del consumo e abbandono di suolo agricolo.

La maggiore attenzione alla transizione ecologica e ai cambiamenti climatici deve vedere il Partito democratico in prima linea per costruire, con gli agricoltori e allevatori della Città Metropolitana, quali strategie e progetti mettere in atto nei prossimi anni allo scopo di garantire una riduzione dell’inquinamento, del riscaldamento globale e di assorbimento della CO2.

Un cammino che deve contribuire a suggerire a livello Nazionale e Regionale la prossima Pac così che sia di effettivo aiuto alla transizione ecologica.