SALVIAMO LA SANITÀ PUBBLICA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI, E LAVORIAMOCI ANCHE DA MILANO, CON ALE CAPELLI SEGRETARIO DEL PD METROPOLITANO, PER TAGLIARE LE LISTE D’ATTESA E SUPERARE LA CARENZA DI MEDICI DI FAMIGLIA
di CARLO BORGHETTI*
È una necessità chiara e precisa quella di cui abbiamo bisogno oggi parlando della nostra salute: SALVARE E RILANCIARE LA SANITÀ PUBBLICA. Il PD si sta battendo a tutti i livelli per questa che è ormai una emergenza, e lo potremo fare da Milano anche insieme ad Alessandro Capelli -che è perfettamente sul pezzo- se il primo ottobre verrà eletto segretario del PD metropolitano.
Segnali sempre più gravi ci arrivano dal Governo nazionale romano e dal Governo regionale della Lombardia, dove troppo spesso si sente parlare di assicurazioni, di sanità aziendale e di delega al privato di servizi sanitari fondamentali: è notizia recente l’apertura di un simil “Pronto Soccorso privato”, a pagamento, in quel di Brescia…
Stiamo realmente rischiando di perdere uno dei più grandi patrimoni che la nostra Repubblica ci ha tramandato dal dopoguerra ad oggi grazie alla Costituzione, cioè la universalità di accesso alle cure, cioè la possibilità che tutti si possano curare indipendentemente dal portafoglio che hanno in tasca, accedendo ad ambulatori e ospedali pubblici efficienti e adeguatamente dotati di personale e attrezzature: il PD vuole salvare questo patrimonio costituzionale a tutela della salute di tutte e di tutti.
Due in particolare sono le emergenze del servizio sanitario milanese e lombardo che viviamo da troppi anni ormai: le lunghe LISTE D’ATTESA per visite ed esami, e la carenza di MEDICI DI FAMIGLIA, cioè di medici di medicina generale.
Si tratta di due problemi che, al netto della pandemia e delle scelte nazionali, in tutti questi anni non hanno trovato adeguata risposta dal Governo regionale, e affondano le radici in una VISIONE OSPEDALOCENTRICA della sanità lombarda che ha guidato per oltre 25 anni consecutivi le scelte politiche di Regione Lombardia con le sue maggioranze di centrodestra, ora destra-centro.
Una visione che ha progressivamente trascurato la SANITÀ TERRITORIALE e la PREVENZIONE, indebolendo sempre più la gamba pubblica del servizio, anche attraverso due cosiddette riforme sanitarie regionali, quella “Maroni” del 2015 e quella “Fontana-Moratti” del 2021, che hanno portato la Lombardia ad essere l’unica Regione d’Italia ad aver abolito le ASL, discostandosi dalle leggi e regole nazionali, e ottenendo l’effetto opposto del rilancio del territorio (come la pandemìa ha dimostrato): la fotografia del Servizio Sanitario 2022 ci dice che rispetto agli anni passati oggi in Lombardia abbiamo meno ospedali pubblici, più strutture private, meno posti letto (nonostante la lezione del Covid), meno medici di famiglia e un deciso calo dell’assistenza specialistica ambulatoriale, mentre aumenta invece l’assistenza residenziale privata.
E l’INDEBOLIMENTO DEI SERVIZI PUBBLICI è forte anche per i servizi sociosanitari per persone anziane o con disabilità, e per i servizi per la salute mentale come i Cps o le neuropsichiatrie infantili (nuova emergenza), per i servizi per le dipendenze come i Serd, e per i Consultori...
La situazione è tale per cui ormai i nostri concittadini non fanno che ripetere che “in Lombardia se hai i soldi paghi e puoi fare subito visite ed esami, se no aspetti, e intanto il tuo male peggiora”, oppure spesso si recano impropriamente al PRONTO SOCCORSO (altro problema) in mancanza di alternative e in mancanza di vere Case di Comunità.
Cosa succeda in altre Regioni e territori interessa poco: siamo milanesi e lombardi, e chiediamo alla nostra Regione di risolvere il problema per quanto di sua competenza, perché ormai l’aumento delle DISUGUAGLIANZE DI SALUTE riguarda anche la sanità milanese e lombarda, e non solo altre parti del Paese.
Per non parlare della carenza ormai incredibilmente cronica di PROGRAMMAZIONE SANITARIA regionale, al punto che sono passati ben 9 anni da quando è scaduto l’ultimo Piano Socio-Sanitario Regionale approvato in Regione, che va rifatto al più presto anche coinvolgendo i Comuni, per non parlare della carenza cronica di attività di PREVENZIONE.
SALVARE E RILANCIARE LA SANITÀ PUBBLICA a Milano e in Lombardia significa quindi affrontare con più forza ed efficacia proprio le emergenze delle lunghe liste d’attesa e della carenza di medici di famiglia, senza colpevolizzare medici e operatori sanitari, che invece –piuttosto- vanno SUPPORTATI DI PIÙ e RIMOTIVATI.
Servono INTERVENTI PIÙ FORTI, PIÙ EFFICACI E STRUTTURALI per quanto attiene le competenze della Regione. Il PD ha proposte chiare:
1) sul fronte dei MEDICI DI FAMIGLIA serve un vero e proprio “PIANO MMG” che garantisca che ogni cittadino lombardo, con particolare priorità alle persone fragili e anziane, veda assicurato il diritto ad avere senza alcuna interruzione temporale il proprio medico in ogni paese e quartiere, anche a Milano e provincia, a partire dagli ambiti carenti, incentivando i medici ad esercitare anche nei territori più periferici, anche con la messa a disposizione di spazi pubblici adeguati.
Il Piano dovrà accompagnare e sostenere di più e meglio i medici di famiglia, incentivandoli concretamente a lavorare in rete tra loro e con le Case di Comunità, prevedendo forme di incentivazione di assunzione di personale infermieristico e di segreteria e sburocratizzando la loro attività, puntando per il corso di formazione dei medici ad avere l’equiparazione economica alle borse di specializzazione ospedaliera.
Si dovrà arrivare a una sostituzione programmata dei medici che cessano l’attività, fatta con largo anticipo, così da non lasciare scoperti all’improvviso e all’insaputa i pazienti e i territori, puntando a semplificare la procedura di "scelta e revoca" del medico, anche attivando convenzioni con le farmacie e gli uffici postali;
2) sul fronte delle LISTE D’ATTESA serve un Piano straordinario di riduzione dei tempi di attesa che, in attesa del nuovo Piano sociosanitario regionale, disciplini annualmente la tipologia delle prestazioni sanitarie e i volumi di attività necessari per dare le adeguate risposte di salute ai cittadini lombardi, che indichi quali prestazioni debbano fare i privati convenzionati per abbattere i tempi di attesa, così da arrivare, al più presto, ad avere un sistema meno discriminante.
Il Piano dovrà prevedere maggiori risorse per pagare e potenziare il personale disponibile a fare visite ed esami anche il pomeriggio, la sera e nei week-end nelle ASST del servizio regionale, garantendo facilità di accesso al fascicolo sanitario elettronico a tutte le figure sanitarie, e potenziando e realizzando realmente l'Agenda Unica pubblico-privato per semplificare così le prenotazioni con un centro unico di prenotazione vero per tutte le strutture.
Il PD metropolitano di Milano, con Alessandro Capelli segretario, ha il programma di lavoro già pronto, anche sul tema salute.
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*Consigliere regionale PD, capogruppo in Commissione Sanità del Consiglio regionale della Lombardia